Cerca sul forum con Google




FATTORE QUINTO LEIDEN

Reply
INTERAZIONE TRA SUCCO DI POMPELMO E FARMACI
view post Posted on 21/4/2009, 17:27Quote
Avatar

Illuminato

Group: Amministratore aggiunto
Posts: 373
Location: Roma


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 21:45


Si riportano due casi di un'interazione tra farmaci e succo di pompelmo.


Gli americani consumano il succo di pompelmo in grandi quantità: il 14% della popolazione ne fa un uso almeno settimanale. Il succo di pompelmo è un ben noto inibitore dell'isoenzima CYP3A4, coinvolto nel metabolismo di oltre il 50% dei farmaci comunemente prescritti. Si riporta un caso insolito di tossicità da verapamil il una donna di 42 anni, in seguito all'ingestione accidentale di solo 3 compresse di una formulazione a rilascio prolungato (120 mg ciascuna) in 24 ore, che ha causato grave tossicità.


RIASSUNTO

Una donna di 42 anni si è presentata al pronto soccorso con difficoltà a camminare, respiro corto e lievi capogiri. Il giorno precedente aveva viaggiato in auto per 1,5 ore, dopo di che aveva avvertito dolore alle gambe, schiena e gluteo sinistro. La mattina seguente la gamba destra era diventata violacea. La storia medica era normale. La donna assumeva levotiroxina da 4 anni e un contraccettivo a basso dosaggio contenente drospirenone ed etinilestradiolo da 1 anno. Non fumava e beveva alcol raramente. Essendo in leggero sovrappeso, aveva iniziato da 3 giorni una dieta dimagrante che prevedeva l'assunzione di 225 g di pompelmo ogni mattina. In precedenza aveva fatto raramente uso di succo di pompelmo.
Al pronto soccorso la gamba sinistra era diffusamente rigida e gonfia, di un colore bluastro e con lividi reticolari. Erano presenti i polsi femorale, popliteo e dorsale del piede. L'ultrasonografia mostrava una trombosi venosa profonda che si estendeva dalla vena iliaca esterna alle vene del polpaccio. A causa della presenza di "phlegmasia caerulea dolens", si temeva una gangrena venosa irreversibile con necessità di amputazione dell'arto. Venne allora impiantato uno stent attraverso la stenosi e la sintomatologia si risolse entro la sera. La paziente fu quindi dimessa in terapia anticoagulante; l'assunzione di contraccettivi orali venne interrotta.
Il test per la trombofilia effettuato in sede extraospedaliera rilevò una mutazione del fattore V di Leiden.


dal BIF (AIFA) del 2006

Il succo di pompelmo è particolarmente utilizzato durante la stagione estiva come bevanda rinfrescante, ricca di vitamine e oligoelementi.
Oltre a queste qualità, la cultura popolare attribuisce al pompelmo proprietà digestive e ritiene che il ‘prodigioso’ frutto aiuti anche le funzioni del fegato e della cistifellea.
In farmacologia il pompelmo non è certo conosciuto per le sue proprietà terapeutiche, è noto piuttosto per le interazioni farmacologiche con farmaci assunti contemporaneamente. Questa insolita scoperta è stata fatta nel 1989 nel corso di una sperimentazione disegnata per verificare gli effetti dell’etanolo su un bloccante del canale del calcio. La risposta osservata è stata successivamente attribuita al succo di pompelmo e non all’alcol. La possibilità che 250 ml di succo di pompelmo possano interferire con il metabolismo di molti farmaci è quindi una recente scoperta, poco conosciuta dai pazienti e spesso sottostimata dai professionisti sanitari.
Negli ultimi dieci anni, la lista di interazioni tra farmaci e pompelmo si è estesa fino ad includere numerose classi terapeutiche.
Il pompelmo è in grado di aumentare in maniera significativa la biodisponibilità di diversi medicinali, attraverso un meccanismo di inibizione dell’attività di alcuni enzimi che a livello epatico sono responsabili della trasformazione dei farmaci.
Il risultato è nella maggior parte dei casi un aumento della concentrazione di farmaco libero che può quindi comportare un aumento della tossicità del farmaco con conseguenti effetti collaterali anche gravi.
Il succo di pompelmo agisce attraverso l’inibizione selettiva, nel tratto gastrointestinale, del citocromo CYP3A4. L’inibizione del CYP3A4 da parte di certi farmaci (antibatterici, antidepressivi, antifungini, antivirali, immunosoppressivi) è una nota causa di interazioni tra farmaci. Che anche il succo di pompelmo provochi tale inibizione è un dato importante ed è ritenuto un meccanismo di interazione tra farmaci e cibo.
Di notevole importanza pratica è il fatto che tale interazione si verifica anche con un singolo bicchiere di succo di pompelmo o con un frutto fresco. L’inibizione intestinale del CYP3A4 dura fino a 24 ore dopo l’assunzione del succo. Così anche se si ritarda di diverse ore la somministrazione del farmaco l’interazione viene ritenuta ugualmente significativa.
La rilevanza clinica dell’interazione è estremamente variabile, può dipendere dal tipo di farmaco e di somministrazione. I medicinali con una bassa biodisponibilità orale da metabolismo di primo passaggio possono avere i maggiori aumenti nei livelli ematici. La variabilità del fenomeno dipende anche dal paziente interessato, in particolare, dal contenuto intestinale di CYP3A4: gli individui con i livelli più elevati sono quelli con i maggiori incrementi nelle concentrazioni plasmatiche di felodipina. La somministrazione ripetuta di succo di pompelmo provoca il mantenimento dell’interazione e le concentrazioni plasmatiche di felodipina possono aumentare ulteriormente.
Finora sono stati individuati circa 30 farmaci, appartenenti a diverse categorie terapeutiche, che interagiscono con il succo di pompelmo (tabella). In generale si tratta di medicinali con biodisponibilità orale da intermedia a molto bassa, legata al metabolismo di primo passaggio mediato dal CYP3A4.

Importanti reazioni avverse che possono essere provocate dall’interazione tra farmaci e succo di pompelmo sono:

a. l’aritmia ventricolare potenzialmente fatale da terfenadina, astemizolo e cisapride;
b. la rabdomiolisi da statine;
c. il danno renale da ciclosporina e tacrolimus;
d. l’ipotensione sintomatica e le complicazioni ischemiche da calcio-antagonisti diidropiridinici;
e. l’eccessiva sedazione da benzodiazepine e da buspirone;
f. l’atassia da carbamazepina.
Poiché è stato stimato che circa il 60% dei farmaci soggetti a processi di ossidazione è metabolizzato, almeno in parte, dal CYP3A4 è prevedibile che la lista dei farmaci che interagiscono con il pompelmo potrà col tempo allungarsi.


image



(http://www.sefap.it/farmacovigilanza_news_200904/news60.html)
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 23/4/2009, 14:30Quote
Avatar

Sapiente

Group: Amministratore aggiunto
Posts: 683
Location: Vicenza


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 19:43


Ricordi Bimba? ne avevamo già parlato in passato..
brava, bel lavoro!!!

image

image





 
P_MSG P_EMAIL P_MSN Top
view post Posted on 23/4/2009, 16:42Quote
Avatar

Guru

Group: Amministratore
Posts: 1180
Location: Vercelli


Status: Offline: ultima azione eseguita il 14/12/2009, 20:18


Grazie per la news Serena.
Dei pompelmi non c'è traccia nel foglietto illustrativo del coumadin. Le indicazioni sono quelle di assumere gli anticoagulanti lontano dai pasti e sempre alla stessa ora: di solito verso le 17:00.

image

 
P_MSG P_MSN Top
view post Posted on 25/4/2009, 17:35Quote

Matricola

Group: Member
Posts: 23


Status: Offline: ultima azione eseguita il 15/11/2009, 21:42


CITAZIONE (andreco @ 23/4/2009, 17:42)
Grazie per la news Serena.
Dei pompelmi non c'è traccia nel foglietto illustrativo del coumadin. Le indicazioni sono quelle di assumere gli anticoagulanti lontano dai pasti e sempre alla stessa ora: di solito verso le 17:00.

Perchè lontano dai pasti?
Io la mia siringa di eparina la faccio alle 20.00 ....
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 26/4/2009, 09:48Quote
Avatar

Guru

Group: Amministratore
Posts: 1180
Location: Vercelli


Status: Offline: ultima azione eseguita il 14/12/2009, 20:18


L'epariva va fatto sottocutanea ed è una puntura. La terapia anticoagulante orale è diversa; bisogna assumere delle pillole ogni giorno e fare frequenti analisi del sangue per stabilire il dosaggio perchè dosi eccessive possono comportare richi di emorragie. Praticamente si crea uno stato artificiale di emofilia, che è il contrario della trombofilia.
L'azione degli anticoagulanti orali, inoltre, viene interferita, da tutta una serie di farmaci o alimenti.
Se guadi sul forum c'è un'apposita sezione dove se ne parla.

image

 
P_MSG P_MSN Top
view post Posted on 26/4/2009, 10:00Quote
Avatar

Illuminato

Group: Amministratore aggiunto
Posts: 373
Location: Roma


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 21:45


Ecco xke in gravidanza preferiscono non usare gli anticoagulanti orali...!!!

Grazie Andreco!!!

Cmq il pompelmo va proprio evitato con certi farmaci...ma il coumadin non è come il warfarin???
(premetto già che non ne capisco nulla di farmci anticoagulanti...)
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 27/4/2009, 09:47Quote
Avatar

Guru

Group: Amministratore
Posts: 1180
Location: Vercelli


Status: Offline: ultima azione eseguita il 14/12/2009, 20:18


Coumadin e Wafarin differiscono solo per il fatto che il primo ha un rilascio più lungo dell'altro: il coumadin circa tre giorni ed il wafarin un giorno. Mi sembra di aver capito che si preferisce dare il coumadin e che il wafarin venga usato solo quando questo non si tollera più. Con il wafarin bisogna stare tre volte più attenti a non saltare la dose quotidiana. Sono comunque farmaci usati per un'infinità di problemi.

image

 
P_MSG P_MSN Top
6 replies since 21/4/2009, 17:27
 
Reply

load
Fast reply

 
 
 

Enable emoticons
Clickable Smilies
Show All


Nickname:      Email:



 

 
 




(Skin Powered by Bakura)